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Galtellì, devastata la vigna al sindaco: "Vogliono punirmi"


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Paese

Dati Generali
Il paese di Galtelli
Galtellì si trova in provincia di Nuoro, nella Bassa Baronia. Sorge alle pendici del monte Tuttavista, che si eleva fino a 806 m. Dalla sua posizione domina agevolmente la vasta piana del Cedrino che si estende verso il mare. Galtellì, ha ricoperto, nel passato, un ruolo importantissimo nella zona, quando agli inizi del XII sec. fu nominata sede di Diocesi. A testimonianza di quel periodo rimangono sul massiccio del Tuttavista I ruderi del castello medioevale di Pontes, del 1070 e la chiesa Romanica di S.Pietro Nel centro storico del paese, è interessante vedere la chiesa parrocchiale del SS. Crocefisso che presenta al suo interno l’architettura tipica del ‘500 e alcune statue del ‘600 e del ‘700 di scuola napoletana.
Il territorio di Galtelli
Altitudine: 4/806 m
Superficie: 56,82 Kmq
Popolazione: 2344
Maschi: 1172 - Femmine: 1172
Numero di famiglie: 785
Densità di abitanti: 41,25 per Kmq
Farmacia: via Nazionale, 106 - tel. 0784 90184;
Guardia medica: via Nazionale, 107 - tel. 0784 90565
Carabinieri: via Tuttavista, 25 - tel. 0784 90022
Polizia municipale: piazza Parrocchia - tel. 0784 90095

Storia

GALTELLI, regione della Sardegna, e dipartimento della Gallura, il quale dopo l’abolizione di questo giudicato fu infeudato, e ottenne però l’appellazione particolare di baronia, che serbava sino al giorno, nel quale abolivasi il feudalismo.

Della topografia di questo dipartimento essendosi ragionato nell’art. Gallura Inferiore, or soggiungeremo quello che giova conoscere sul clima e sullo stato attuale della popolazione e delle arti principali.

Clima. Questa regione marittima sorgente sul Tirreno, in esposizione al levante, gode d’una bella temperatura, principalmente nell’inverno: ma è troppa la umidità per lo frequente spirare del vento di mare che vi addensa i suoi vapori, per il fiume e per li ristagna-menti che sono nel lido di Orosei. L’aria nelle terre basse e più che altrove nelle spiagge è insalubre nel-l’estate ed autunno, nelle regioni alte costantemente buona. Si patisce molto dal vizio del cielo, e si soffrono malattie pericolose per le improvvise alterazioni della temperatura, e per la poca cura che si ha della propria salute. Benchè siano tante cagioni di fine prematuro, non pertanto alcuni arrivano ad una grande età e si hanno esempli di una longevità. Vedi la Biblioteca sarda fas. 2, pag. 57, dove si narra di un certo uomo di Lula Giovanni Deiàna Voche, che ora (1840) avrà i suoi 124 anni, e vive in buono stato di corpo e di mente, lieto di vedere la sua quinta generazione. Prese moglie in età ben ferma e quando potè averla, già che in Lula furon quasi sempre le femmine in numero minor de’ maschi, ed attualmente essendovi settanta giovani nubili se tutti a un tempo istesso volessero una compagna non la potrebbero avere, e dovrebbero aspettare, come aspetteranno non usando essi sull’esempio de’ loro maggiori prender donna da altro popolo, della quale per se stessi non conoscano il carattere e i costumi. Visse il Voche con essa per anni 70, e lei morta nel 1832, che fu il novantesimo di sua età, chiamati a consulta i figli, esponeva come avesse deliberato di prendere in seconda moglie una giovine donna: ma presto cangiò volontà accortosi del mal celato dissentimento de’ medesimi, che prevedevano aver a patir diminuzione nella porzione che speravano per qualche altro fratello che potesse nascere e voler sua parte; e sceglieva una donna di anni circa 65. Nello stesso paese viveva nel 1838 un altro uomo che di poco avea trapassato il secolo. Sebbene apparisse in questi una robusta natura, non pertanto era donde argomentare la sua grande età; mentre il Voche parea molto men attempato, e poteva esser creduto un settuagenario che avesse fatto una buona gioventù.

Popolazione. Le terre abitate, che abbiamo nominato sul suindicato articolo sono oramai ridotte a sole sette. L’ultima che restò deserta fu Torpehe, la quale perì per la fame e succeduta epidemia del 1680-81. Leggesi menzionata nel censimento delle corti del 1678, e poi vedesi mancare in quello del 1688.

Le cause di questo disertamento furono le pestilenze, le invasioni de’ barbareschi, la tirannia feudale, e ragion suprema di tutti i mali il pessimo governo aragonese e spagnuolo.

Per poter giudicare dell’incremento fattosi nel numero delle anime dal 1676 all’anno 1838, porrò a confronto le note numeriche che trovansi ne’ tre ultimi parlamenti (1678-88-98) con quelle di detto anno.

Anni 1678 1688 1698 1838 fam. fam. fam. masch. femm. fam. masch. femm.

I. Galtelli 183 198 110 254 294 227 437 452
II. Dorgali 699 353 438 885 1161 830 1616 1740
III. Orosei 310 146 171 387 355 428 830 900
IV. Onifai 82 35 38 65 57 97 150 190
V. Irgoli 141 71 60 159 159 130 300 255
VI. Locula 69 30 30 88 79 70 125 156
VII. Lula 99 74 34 81 81 255 452 408

Carattere. Sono gli uomini di questo dipartimento laboriosi, religiosi, ospitali, vivaci e pieni di valore. Quando i barbareschi infestavano il mediterraneo ben di rado ardivano avvicinarsi a queste spiagge per le solite depredazioni, ricordandosi di essere stati sempre mal ricevuti e ributtati nel mare pure quando avean operato per sorpresa. Ma quell’animo che non si po-tea dimostrare contro gl’infedeli lo dimostravano contro i propri paesani esercitandosi in continue guerre, e sfogando l’odio reciproco, spesso per vane ragioni, con frequenti vendette. In Dorgali si estinguevano le ultime inimicizie nell’estate del 1835 quando il prefetto della provincia mandatovi dal Governo seppe ben conciliare gli animi, e li riducea a convenir tra loro in certi patti. Si fece una pubblica scrittura e con universale allegrezza si riunivano due fazioni di quasi cento uomini che da gran tempo si combattevano, funestando le famiglie per frequenti uccisioni. Pare che voglia abolirsi pure il malvezzo, che era in molti, di voler parte nelle cose altrui.

Banditi. In altro tempo erano in campagna molti diffidenti della giustizia e malviventi, e i più venivano da Dorgali e da Lula. Ora i primi cominciano a mancare: e si spera che anche i secondi vorran vivere con minor incomodo in loro casa. Nell’anno scorso (1839) non si numeravano tra’ sette villaggi più di 16 banditi, de’ quali 11 eran luvulesi, 4 dorgalesi ed 1 di Oro-sei.

Le principali professioni dell’agricoltura e pastorizia, e gli altri più comuni mestieri e uffici hanno i sottonotati numeri riferibili a’ paesi cui sono apposte le stesse cifre romane.

Famiglie agr., past., meccan, preti, medic., chir., farm., levatr.
I. 180 23 15 4 " 1 " "
II. 440 260 28 7 1 " 2 2
III. 380 26 20 7 1 2 2 4
IV. 80 10 4 2 " " " 1
V. 110 15 4 2 " " " 1
VI. 56 12 3 1 " " " "
VII. 130 110 10 3 " " " "

Proprietari. Se non sono in questo dipartimento molte famiglie ricche, è consolante che poche sieno le povere. Le possidenti sono quante ne’ numeri segnati: I. 210, II. 650, III. 445, IV. 88, V. 134, VI. 56, VII.

205.

Istruzione. Concorrono alle scuole primarie quanti ne’ numeri seguenti: I. 10, II. 40, III. 18, IV. 3, V. 12,

VI. 3, VII. 16. Il totale non è che il quarto de’ fanciulli che dovrebbero concorrere, fatta ragione di quelli solamente che scorrono il secondo lustro. Il profitto è pochissimo, e in qualche luogo si può riputar nullo.

Stato dell’agricoltura ne’ suoi prodotti principali.

Si seminano starelli Vino

I. grano 270 orzo 500 legumi 160. litri 80000
II. _ 500 300 25. _ 200000
III. _ 1000 150 140. _ 150000
IV. _ 150 100 50. _ 15000
V. _ 400 250 100. _ 30000
VI. _ 125 130 30. _ 10000
VII. _ 460 560 50. _ 30000

I terreni di questo dipartimento sono feracissimi nella valle del Cedrino che dicono Iscia, e più che altrove nella maremma di Orosei. Il clima favorisce mirabilmente la vegetazione dei fruttiferi.

L’arte agraria è molto imperfetta ne’ metodi e negli istromenti.

Stato della pastorizia. Vacche, buoi, capre, pecore, porci, cavalli.

I. 100 500 1800 2200 1400 50

II. 2000 1000 3000 15000 4000 600

III. 50 700 1500 1000 450 100

IV.
10 100 600 700 300 15
V.
10 140 1640 1100 400 35

VI. … 80 390 1000 250

VII. 110 220 2100 1400 1200 94

I pascoli sono ubertosi principalmente nella stagione invernale, ed è per ciò che molti pastori barbaracini vengono in queste regioni con le loro greggie. Il prodotto del latte può sommare a circa 2000 cantare.

Commercio. Vendonsi cereali, vini, formaggi e altri prodotti pastorali, parte agli esteri nel porto di Orosei, parte agli uomini degli altri dipartimenti. Se accada che si ottenga molto dall’agraria e dalla pastorizia, e sianvi ricerche, si può calcolare un guadagno di circa 245000.

Tradizioni

Feste e Tradizioni
Feste e Sagre a Galtellì
14 febbraio: Festa di S.Maria delle Torri
1°Maggio: Festa del SS.Crocifisso
1° domenica di Giugno: Festa di S.Giuseppe
1° domenica di Settembre: Sagra della Madonna d'Itria